Bed And Breakfast a Roma:ACQUEDOTTI ANTICHI

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Bed&Breakfast a Roma: Vacanze a Roma

sabato 14 novembre 2015

MUSEI IN MUSICA A ROMA

Un’occasione imperdibile per passare una notte speciale, un sabato sera inconsueto tra musica e arte, alla scoperta del patrimonio artistico e culturale della città.
 I Musei Civici e gli altri spazi culturali coinvolti saranno infatti straordinariamente aperti fino alle 2 di notte (ultimo ingresso ore 01.00), consentendo a cittadini e turisti di visitare le mostre e assistere agli spettacoli pagando solo 1 euro per accedere al singolo museo o ad ingresso totalmente gratuito, dove è espressamente indicato. 

L’ingresso agli eventi sarà consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Musei Civici e altri spazi culturali aperti: 

Musei Capitolini, 
Centrale Montemartini,
Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali,
Museo dell’Ara Pacis, 
Museo di Roma,
Museo di Roma in Trastevere, 
Musei di Villa Torlonia (Casino Nobile, Casina delle Civette), 
MACRO, 
MACRO Testaccio,
Museo Napoleonico,
Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco,
Museo Carlo Bilotti,
Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale,
Palazzo delle Esposizioni,
Scuderie del Quirinale,
Accademia di Francia a Roma - Villa Medici,
Casa Argentina, 
Casa di Goethe,
Polo museale “La Sapienza”.


Il B&B Acquedotti Antichi, graziealla sua posizione, permette di raggiungere facilmente i luoghi dove si terrà questa splendida iniziativa del Comune di Roma,
approfittate delle nostre offerte di Novembre  saràun motivo in più per visitare Roma.


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sabato 24 ottobre 2015

ANNO SANTO STRAORDINARIO: OFFERTE DI SOGGIORNO E TOUR

Il B&B  ACQUEDOTTI ANTICHI a Roma propone ai suoi ospiti un itinerario interessante ed unico per l'Anno Santo  della Misericordia  proclamato da Papa Francesco che si aprirà l''8 dicembre prossimo.



ROMA CRISTIANA (PRIMO TOUR)

Il B&B ACQUEDOTTI ANTICHI, dista  circa 250 metri a piedi dalla fermata  della Metro A, quindi ci sarà faccile muoverci per Roma, nei luoghi di culto più famosi e significativi di questo Anno Santo straordinario.



Il nostro itinerario nella Roma Cristiana inizia con la visita della Cattedrale di Roma definita "madre di tutte le chiese del mondo", si scende alla fermata SAN GIOVANNI e dopo aver percorso circa 200 metri a piedi ci troviamo di fronte a...



SAN GIOVANNI IN LATERANO.

La chiesa cattedrale di Roma, il cui nome per esteso è Arcibasilica Papale e Cattedrale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano, sorge sullo stesso luogo della basilica eretta da Costantino intorno al 314 su terreni già di proprietà della nobile famiglia dei Laterani, dalla quale prende nome tutta l’area.


La basilica primitiva, di cui l’attuale chiesa ricalca nelle grandi linee la planimetria, aveva cinque navate (come l’antica San Pietro) e per quasi mille anni, dalla fondazione al periodo avignonese, fu la più importante chiesa della cristianità, centro del potere papale e residenza del pontefice. Ripetutamente danneggiata e restaurata, la basilica fu continuamente arricchita nel corso dei secoli. Niccolò IV commissionò a Jacopo Torriti il mosaico absidale (1289 1291), per il giubileo del 1300 Bonifacio VIII edificò la Loggia delle Benedizioni (rifatta nelle linee attuali alla fine del ‘500), Martino V fece affrescare l’interno da Gentile da Fabriano e Pisanello (1431-1432), Sisto V sostituì la Loggia delle Benedizioni con quella tuttora visibile (danneggiatada  un attentato nel 1993), Clemente VIII fece decorare il transetto (1599-1600). In vista del Giubileo del 1650 Innocenzo X Pamphili affidò a Francesco Borromini il rifacimento dell’interno, di cui volle comunque conservare l’impianto complessivo a cinque navate ed il cinquecentesco, ricchissimo, soffitto a cassettoni della nave mediana. Il grande architetto ticinese intervenne in due riprese: tra il 1645 ed il 1650 rimodellò l’interno, negli anni 1656-57 sistemò il pavimento e ricompose con gusto barocco i frammenti degli antichi monumenti funerari da lui stesso rimossi.
Tra il 1732 ed il 1735, sotto il pontificato di Clemente XII Corsini, venne eseguita la facciata attuale, su disegno di Alessandro Galilei, ed infine tra il 1884 ed il 1886 vennero completamente rifatti presbiterio e abside con la conseguente perdita del mosaico originale del Torriti, da allora sostituito con una fedele copia del Vespignani. La settecentesca facciata del Galilei presenta un solo ordine gigante di lesene e semicolonne corinzie, timpano centrale e balaustra coronata da quindici colossali statue raffiguranti Cristo, San Giovanni Battista ed evangelista e i dottori della Chiesa. Sul cornicione una lunga iscrizione ricorda l’erezione della facciata voluta da Clemente XII, i cui stemmi (Corsini) compaiono più in basso sullo stilobate.




Nel portico, altorilievi marmorei con Storie della vita del Battista e statua di Costantino (IV sec.) proveniente dalle sue terme sul Quirinale. La porta mediana ha preziosi battenti che provengono dalla Curia nel Foro Romano; l’ultima porta a destra è la Porta Santa.


L’interno si presenta nella splendida sistemazione seicentesca ideata dal Borromini. Nella navata centrale, che conserva ancora il soffitto cinquecentesco (forse disegnato da Pirro Ligorio) che Borromini avrebbe voluto eliminare, spiccano le dodici edicole con colonne verdi e timpano, fregiato dalla colomba dei Pamphilj, dentro le quali sono alloggiate dodici statue di apostoli; le nicchie sono sormontate da altorilievi in stucco di Alessandro Algardi. In fondo alla navata è il bel tabernacolo ogivale di Giovanni di Stefano (1367) sotto al quale si trova l’altare papale. Alla base di questo, nel recinto della confessione, si trova la tomba di papa Martino V, opera di Simone Ghini (1443). Il transetto è uno dei più rappresentativi complessi del manierismo romano di fine ‘500, con opere, tra gli altri, del Cavalier d’Arpino, Cesare Nebbia, Orazio Gentileschi, Giovanni Baglione. Le navate laterali sono il luogo dove più liberamente si poté esprimere l’estro e il talento decorativo del Borromini, che tra le cappelle e sulla faccia interna dei pilastri sistemò gli antichi monumenti funebri reinterpretandoli, secondo il gusto dell’epoca, come puri elementi decorativi. Nella navata intermedia destra si trova un frammento di affresco, proveniente dalla decorazione della primitiva Loggia delle Benedizioni, variamente interpretato e attribuito (da alcuni a Giotto, da altri al Cavallini). Nella navata estrema sinistra si segnala la copia della statua giacente di Riccardo degli Annibaldi eseguita da Arnolfo di Cambio nel 1276, il cui originale si trova nel Chiostro  e la cappella Corsini che custodisce al suo interno un'urna antica di porfido proveniente dal Panthen, la tomba di papa Clemente XII.
Meritano senz’altro una visita il museo, che raccoglie preziosi arredi liturgici, e il chiostro, capolavoro dell’arte cosmatesca dove si conservano elementi architettonici, sculture e ornati dell’antica basilica.




Poco distante, lungo Via di San Giovanni in Laterano deliziosa via che  man  mano ci porta al Colosseo, si raggiunge la...

BASILICA DI SAN CLEMENTE

 La basilica di San Clemente in Laterano è una delle più interessanti e antiche basiliche di Roma, eretta prima del 385 e dedicata a San Clemente, il terzo papa dopo San Pietro.Si compone di due chiese sovrapposte, sorte sopra costruzioni romane dell'età repubblicana e sui resti di un tempio del dio Mitra. La chiesa inferiore fu sede di vari concili durante il V secolo, restaurata  nell'VIII e IX secolo e distrutta in seguito all'invasione di Roberto il Giuiscardo (1084). Nel 1108 il papa Pasquale II edificò sulle sue rovine la chiesa superiore, ristrutturata durante il pontificato di Clemente XI da Carlo Fontana. L'architetto realizzò la modesta facciata barocca utilizzando per il portico ad arcate le antiche colonne di granito. L'interno, sebbene abbia subito notevoli alterazioni a causa del rimodernamento operato dal Fontana, conserva ancora l'aspetto tipico dell'antica basilica romana: è divisa, infatti, in tre navate da due colonne di marmo e granito con capitelli ionici. Interessante la visita alla basilica inferiore la quale conserva un'importante testimonianza per lo studio  della lingua  italiana. Si tratta dell'affresco della "Leggenda di Sisinno" che presenta una delle prime testimonianze di volgare italiano.







La Leggenda di Sisinno

Il celebre ciclo di affreschi del XII sec. che riveste alcuni muri portanti della basilica inferiore di San Clemente rappresenta una delle principali attrazioni di questa basilica. In questi luoghi nascosti si possono trovare pitture meravigliose che narrano episodi della vita leggendaria del Santo ed in particolare i suoi miracoli più famosi. Un affresco di particolare interesse è quello detto del Miracolo di Sisinnio dove sono presenti particolari che potrebbero sfuggire ai turisti meno attenti.
La vicenda rappresentata ci riporta nella Roma del I sec. quando le messe si celebravano ancora all’interno delle domus, aperte alla comunità cristiana grazie a patrizi benemeriti convertiti alla nuova fede. A queste messe celebrate da Clemente assisteva Teodora, la moglie di Sisinnio, potente dignitario della corte dell’imperatore Nerva e per di più geloso. Sospettoso per le continue fughe domenicali della moglie, decise di pedinarla e scoprì così che la donna si era convertita al cristianesimo cosa davvero sconveniente per la moglie di un potente uomo di corte. Con l’orgoglio ferito Sisinnio interruppe la funzione per condurre via Teodora ma Clemente, che evidentemente non tollerava intrusioni nella casa del signore, rese Sisinnio cieco e sordo. La scena si conclude con Sisinnio costretto a ritirarsi sostenuto dai suoi servi.
L’episodio occupa il registro centrale dell’affresco, quello principale e meglio visibile. L’artista ne è al corrente ed esegue un lavoro di alta qualità ricorrendo ad una certa resa prospettica e riuscendo a conferire decoro e solennità ai personaggi tra i quali emerge la figura di San Clemente in atteggiamento orante.
Ma la vicenda non termina qui e continua nella casa di Sisinnio dove si recò Clemente, a tal punto impietosito per le sorti del suo rivale, da volergli restituire vista ed udito. Sisinnio, infuriato per quanto precedentemente accaduto, ordinò ai suoi servi di legare Clemente e sbatterlo fuori casa ma, anche questa volta, il santo ricorreva ad un miracolo così che i servi, scambiandolo per una colonna della casa, si adoperavano con tutte le loro forze a spostarla invano.
Questa seconda parte della storia è stata dipinta nel registro sottostante, più stretto e meno visibile. Qui l’artista cambia stile dando fondo a tutto il suo talento: per dare più ritmo alla narrazione e favorire la comprensione della scena, introduce nell’affresco un mezzo di comunicazione davvero moderno: il fumetto. Si possono infatti ancora leggere, anche se oggi un pò a fatica, varie iscrizioni che accompagnano le azioni dei personaggi, alcune delle quali addirittura in lingua volgare! Leggiamo per esempio “falite de reto co lo palo” ovvero spingete dietro col palo e “fili de le pute traite” espressione colorita che non ha bisogno di traduzione. Abbiamo di fronte una testimonianza di eccezionale importanza, si tratta infatti di una delle primissime attestazioni scritte della lingua volgare ed in particolare del volgare romanesco con il quale il popolo si esprimeva abitualmente.
Quello che si scopre nella Basilica di San Clemente è un medioevo denso di avvenimenti, popolato da santi leggendari, ricco di opere d’arte e… di piacevoli sorprese.





La passeggiata continua , non senza uno sguardo al monumento più famoso di Roma , il Colosseo e  benchè  il nostro  itinerario abbia ben altra meta, non possiamo  trascurare la Basilica di San Pietro in Vincoli dove si trova il Mosè  del Michelangelo...ancora pochi passi ed eccoci davanti alla...

BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE 

 

Storia
La più importante delle chiese romane dedicate alla Madonna sorge alla sommità del Cispio (la più alta delle tre propaggini che formano il colle Esquilino) sui resti di un complesso fondato in età augustea e successivamente ampliato e decorato con affreschi. La chiesa originaria - a tre navate, senza transetto e con nartece (il porticato esterno) - fu fondata tra il 432 ed il 440 da Sisto III dopo il Concilio di Efeso, che nel 431 aveva sancito il dogma della maternità divina di Maria. La tradizione che vuole la chiesa fondata da papa Liberio nel luogo di una miracolosa nevicata avvenuta il 5 agosto 356 - da cui derivano i nomi di Basilica Liberiana e di S. Maria ad Nives usati in passato - è da ritenersi falsa. Tra il 1145 ed il 1153 Eugenio III ricostruì il nartece, riducendolo a portico, e mise in opera il pavimento cosmatesco. Sotto il pontificato di Niccolò IV (1288-1292) venne eretta una nuova abside più arretrata creando così il transetto decorato da pitture. La decorazione a mosaico del nuovo catino venne affidata a Jacopo Torriti. Alla seconda metà del XIV secolo risale la costruzione del campanile, completato poi dal cardinale Eugenio d’Estouteville, arciprete della basilica dal 1445 al 1484, cui si devono pure la copertura a volta delle navate laterali e la costruzione della cappella di San Michele. Alla fine del Quattrocento papa Alessandro VI Borgia rivestì con l’attuale, ricchissimo, cassettonato il soffitto della navata centrale.


L'attuale basilica

Profonde trasformazioni della basilica, che fino ad allora aveva conservato il suo aspetto sostanzialmente medievale, furono avviate tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo da Sisto V e da Paolo V, che eressero le due grandi cappelle laterali, dette appunto Sistina e Paolina, e il palazzo a destra della facciata. Tra il 1670 ed il 1676 Carlo Rainaldi ridisegnò l’abside nelle forme attuali. Gli ultimi grandi interventi, che conferirono alla basilica l’aspetto con cui la ammiriamo oggi, si devono all’estro di Ferdinando Fuga, l’architetto fiorentino che nella prima metà del XVIII secolo completò il palazzo a sinistra della facciata e ricostruì quest’ultima creando uno dei migliori esempi conosciuti del cosiddetto barocchetto romano. La facciata settecentesca si sovrappone alla più antica, di cui conserva, inserita nella loggia delle benedizioni accessibile da una scala sotto al porticato, l’originale decorazione musiva. I mosaici furono eseguiti da Filippo Rosuti alla fine del XIII secolo e raffigurano, nel registro superiore, Cristo benedicente tra i simboli degli Evangelisti, la Vergine, angeli e Santi. Nel registro inferiore sono rappresentati episodi della vita di papa Liberio. L’interno della basilica ha conservato - unica tra le basiliche patriarcali - un aspetto ancora vicino a quello originale: un grandioso impianto a tre navate, divise da antiche colonne di reimpiego, terminante nell’abside preceduta dall’arco trionfale.

Opere 

Nel transetto sono visibili tondi affrescati con figure di Profeti, riportati in luce nel 1931, variamente attribuiti al Cavallini, a Cimabue o al giovane Giotto. Dalla navata destra si può accedere al battistero - progettato da Flaminio Ponzio nel 1605 e decorato dal Passignano - e da questo alla Sagrestia, a destra, e alla Cappella di San Michele, quest’ultima con lacerti di affreschi per i quali è stato recentemente proposto il nome di Piero della Francesca. Tornati nella navata destra s’incontra prima la Cappella delle Reliquie e quindi la grande Cappella Sistina, voluta da Sisto V Peretti (1585-1590) che ne affidò la realizzazione a Domenico Fontana (1584-1587). Completamente affrescata da artisti del tardo manierismo romano diretti da Cesare Nebbia e Giovanni Guerra, la cappella incorpora l’antico Oratorio del Presepio, qui sistemato dal Fontana e accessibile da una scala. La decorazione scultorea del sacello si deve, in parte, ad Arnolfo di Cambio. All’esterno della cappella, sul pavimento, c’è la semplice lastra tombale della famiglia Bernini, sotto la quale venne sepolto anche Gian Lorenzo. Simmetrica alla Cappella Sistina, e parimenti sfarzosa, nella navata sinistra si apre la Cappella Paolina, progettata per Paolo V Borghese (1605-1621) da Flaminio Ponzio. Rispetto alla Sistina la cappella Paolina presenta una superiore qualità della decorazione pittorica, a cui presero parte il Cavalier d’Arpino e Guido Reni.

 ...la nostra visita è terminata una passeggiata ricca di storia e densa di attrazioni che ci ha permesso di rendere omaggio alla storia cristiana di Roma.


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venerdì 2 ottobre 2015

25 EURO A PERSONA

DAL 2 NOVEMBRE AL 3 DICEMBRE 25 EURO A PERSONA 







CAMERA MATRIMONIALE/TRIPLA: 25 € A PERSONA- SOGGIORNO MINIMO 2 NOTTI  














CAMERA SINGOLA: 35 € AL GIORNO SOGGIORNO MINIMO 2 NOTTI




 
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martedì 29 settembre 2015

CAPODANNO 2015-2016 A ROMA: LE NOSTRE OFFERTE.


Capodanno a Roma:le nostre offerte dal 28- 12 al 5-1
(se compresa la notte del 31 Dicembre 2015)



3 giorni in camera matrimoniale       250 euro
4 giorni in camera matrimoniale       300 euro
5 giorni in camera matrimoniale       370 euro

3 giorni in camera tripla                    310 euro
4 giorni in camera tripla                    400 euro
5 giorni in camera tripla                    490 euro

3 giorni in camera quadrupla            400 euro
4 giorni in camera quadrupla            500 euro
5 giorni in camera quadrupla            600 euro

Offerta camera singola    3 giorni  180 euro
                                          4 giorni  200 euro








Per il periodo che va dal 18 al 27dicembre 2015

3 giorni in camera matrimoniale       200 euro
4 giorni in camera matrimoniale       250 euro
5 giorni in camera matrimoniale       300 euro

3 giorni in camera tripla                    270 euro
4 giorni in camera tripla                    350 euro
5 giorni in camera tripla                    400 euro

3 giorni in camera quadrupla            300 euro
4 giorni in camera quadrupla            390 euro
5 giorni in camera quadrupla            450 euro

Offerta camera singola    3 giorni  150 euro
                                          4 giorni  170 euro
                                          5 giorni  200 euro


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lunedì 7 settembre 2015

Impressionisti tête à tête in esposizione al Vittoriano di Roma








Il Complesso del Vittoriano di Roma - Ala Brasini - ospita, dal 16 ottobre 2015 al 7 febbraio 2016, una straordinaria mostra dedicata ai grandi protagonisti dell'Impressionismo. Dal titolo "Dal Musée d’Orsay. IMPRESSIONISTI Tête à tête", la mostra focalizza la propria attenzione sulla Parigi della seconda metà dell'Ottocento, una città attraversata da profondi cambiamenti sociali, economici ed artistici. Ma la mostra si spinge oltre, inglobando i primi anni del Novecento, un periodo durante il quale l'arte impressionista sfociò nel post-impressionismo, giungendo così al suo esito finale. Dalla prima metà del XIX secolo, nella meravigliosa capitale francese c'erano tumulti intellettuali ed andava imponendosi quel movimento artistico che sarebbe stato ribattezzato
Impressionismo


Le donne di Tahiti (Gauguin)

I capolavori esposti a Roma provengono dal Museo parigino d'Orsay, la galleria che più di tutte al mondo è considerata il punto di riferimento del movimento artistico. L'elenco degli artisti esposti al Vittoriano è lungo: tra gli oltre 60 capolavori spiccano tele di Edouard Manet, Pierre Auguste Renoir, Edgar Degas, Claude Monet, Frédéric Bazille, Camille Pissarro, Paul Cézanne, Gustave Caillebotte, Berthe Morisot, Mary Cassat, Georges Seurat, Armand Guillaumin, Marie Bracquemond, Eva Gonzales. I quadri che suscitano maggiore curiosità ed attenzione sono senza dubbio il Balcone di Manet, la Lezione di danza di Degas, l’Autoritratto di Van Gogh, la Lettrice e Ragazze al pianoforte di Renoir e Donne di Tahiti di Gauguin.

Le opere scelte consentono non solo di ripercorrere la storia del movimento, ma di mettono in luce gli aspetti innovativi dell'Impressionismo e di evidenziare, allo stesso tempo, le connotazioni delle singole personalità, pittori e scultori di primissima importanza nella storia dell'arte moderna.


Di seguito tutte le informazioni sull'esposizione:
Dal Musée d’Orsay. IMPRESSIONISTI Tête à tête. Dal 16 ottobre 2015 al 7 febbraio 2016
Complesso del Vittoriano, Ala Brasini, Salone delle mostre temporanee. via San Pietro in Carcere
Orari. Da lunedì a giovedì: 9:30 – 19:30; venerdì-sabato 9:30 – 22:00; domenica 9:30 – 20:30
Costo biglietto. €12 intero - €9 ridotto
Raggiungere il Complesso del Vittoriano è molto facile poichè sono numerosi i bus che vi transitano Dal B&B ACQUEDOTTI ANTICHI prendete la metro A (fermata Subaugusta)  direzione Battistini e scendete  a Reppubbica  da via Nazionale a piedi fino a Piazza Venezia oppure prendete uno dei  molti autobus che passano   che vi porteranno a Piazza Venezia (poche centinaia di metri) oppure a Termini cambiate prendete la metro B  le fermate metro più vicine sono Colosseo e Cavour . 


Le nostre offerte di soggiorno:   in camera matrimoniale 3 giorni a Roma con visita della mostra  IMPRESSIONISTI A ROMA  250 euro


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